venerdì 11 giugno 2021

Il punto di vista di un animale su di noi...

 Questa volta abbiamo cambiato punto di vista…

Abbiamo deciso di far parlare gli animali, i nostri oppure animali che ci piacciono, ma non come nelle favole, piuttosto fingendo che riflettano “ad alta voce” sugli esseri umani, in particolare su noi stessi.

È stata un’attività divertente, ma allo stesso tempo utile per parlare di noi, guardandoci con “occhi” diversi. C’è davvero di che riflettere!

Per ascoltare il testo dalla nostra voce, cliccare sul titolo (non attivo per alcuni testi). 

 

IL PUNTO DI VISTA DI UN CONIGLIO SUGLI UOMINI

Mi sembra che gli uomini siano così buffi. Corrono sempre, e le loro gambe non si fermano mai.

Hanno delle orecchie così piccole. Come fanno a sentire tutto quello che gli dicono gli altri?

Credo che assomiglino a delle lucertole. Stanno sempre in silenzio, impegnati nei loro affari.

Immagino che non abbiano mai il tempo di un abbraccio o di una parola affettuosa.

Credo che abbiano bisogno di orecchie così grandi come le nostre, per sentire meglio l'amore negli altri.

Mariagrazia

 

IL PUNTO DI VISTA DELLE MIE TARTARUGHINE

Mi sembra che gli uomini dopo essere apparsi la mattina e aver fatto colazione con del cibo per me immangiabile scompaiono per poi riapparire la sera.

Altre volte invece appaiono per più tempo e guardano una “scatola” stranissima tutti insieme, o scribacchiano qualcosa sui loro “quaderni”. 

Penso che siano davvero molto giganti e gentili per motivo che mi danno sempre tanto cibo e mi puliscono regolarmente la vasca.

Credo che assomigliano a delle scimmie che ho visto sulla “scatola magica” in quelli che loro chiamano “documentari”, e infatti vi noto una forte somiglianza.

Giacomo



COSA PENSA FREDDIE DI ME…

Ciao sono Freddie, sono un coniglio e convivo con la mia padroncina Giada.

Mi sembra che Giada non sia una umana normale perché tutte le volte che torna da scuola incomincia a urlare: <<FREDDIE, AMORE MIO, MIO PICCOLO TESORO!>> e frasi simili. E io allora mi nascondo.

Per il resto immagino che sia un essere bravissimo. La osservo mentre fa i compiti e la ascolto quando ripete le pagine da studiare; mi piace tanto la sua voce e a volte mi addormento ascoltandola. Mi piace quando mi accarezza e soprattutto quando mi dà i croccantini al mattino.

Con lei gioco spesso e mi pare che si diverta molto, giochiamo alla lotta sul divano dove vinco sempre e per questo credo che si arrabbi un po’.

Purtroppo però non è sempre rose e fiori perché spesso mi brontola, solo perché io ho sgranocchiato un mobile o ho fatto i miei bisogni sul divano. Penso che lei si arrabbi molto quando lo faccio anche se per me è normalissimo.

Comunque io voglio un sacco di bene a Giada e credo che lei ne voglia a me.

Giada



 

Come mi vede il mio uccellino 

Salve! Sono un piccolo uccellino, la mia padroncina mi ha trovato poco tempo fa, mi sembra che stessi tremando, e lei mi ha riscaldato, mi pare che l’abbia fatto per il mio bene…

La mattina mi mette la gabbietta fuori, perché dice che devo prendere il sole per rinforzarmi gli ossicini.

Poi però deve andare a scuola e la mia “mamma” (perché credo che non sia quella che ha dato origine al mio piccolo uovo) mi propone qualche chicco di mangime. A volte li mangio, a volte no, perché non ho fame.

La sera mi mette dentro una stanza TUUUUTTA mia. Poi si mette a parlare con me. Penso che Sara, così chiamano la mia padroncina, mi voglia tanto bene e ci tenga a raccontarmi tutto, senza segreti, perché sa che io li manterrò per sempre.

Poi mi fa delle vocine, immagino che mi chieda come sto, ed io, rispondo “bene, grazie” (sì, sono un uccellino educato).

Io voglio tanto bene a Sara, anche perché mi ha salvato la vita e anche io le racconto tutto, senza segreti.

Sara G.

 

Il punto di vista di un leone

Mi sembra che gli uomini siano sempre così sorridenti, forse perché mangiano molto spesso.

Hanno denti piatti e squadrati; le loro zampe non sono quattro, ma sono due!

Quando un uomo incontra un altro uomo, o si salutano o si abbracciano.

Credo che abbiano paura di me, soltanto perché ho i denti aguzzi e a volte pieni di sangue.

Quando finalmente arriva la sera mi pare che gli uomini vadano a rifugiarsi nelle loro case e non escano fino a quando non arriva la mattina.

Viola M.

 

Cosa pensa la mia cagnolina Nina sulla mia famiglia.

“La famiglia che mi ha adottato quando ancora ero piccolina, mi sembra che sia un pochino strana.

Tutte le sere, quando il cielo diventa buio, loro si sdraiano su un oggetto di forma rettangolare, quello di mamma e babbo è molto grande, mentre quello dei miei fratelli è più piccolo.

Su quell’oggetto ci restano per tanto tempo, fino ad un orario preciso; invece io se voglio andare fuori sveglio mamma o babbo con delle zampatine; loro si alzano, mi aprono la porta e io vado fuori a scorrazzare mentre loro continuano a dormire.

La mattina vanno tutti di fretta, e dopo un po’ spariscono tutti.

Ad un certo punto mamma rientra, sistema quello che i miei fratelli hanno lasciato disordinato e dopo un po’ di tempo tornano a casa anche i miei fratelli e babbo.

Si mettono tutti a mangiare sopra ad un grande rettangolo di legno, io sento tutti i profumini e vorrei salire sopra al pezzo di legno per vedere cosa c’è di buono.

Dopo Jacopo, Gemma e Ginevra vanno nelle loro camerette dove leggono e scrivono per un po’ di tempo.

Ai miei fratelli piace anche parecchio guardare un grande oggetto luminoso dove scorrono tante immagini, non so cos’è ma sembra che sia molto divertente perché loro ridono tanto.

Quando babbo ritorna si mettono di nuovo a sedere intorno al pezzo di legno rettangolare, io faccio gli occhioni dolci ai miei fratelli e loro mi danno sempre qualche pezzettino di roba buona.

Dopo un po’ si sdraiano tutti ancora su quel coso morbido e quando arriva il sole ricomincia tutto da capo!”

Jacopo

 

BAU A TUTTI, SONO JAVA!

Piacere, mi chiamo Java, oggi vi parlerò della mia padroncina Isabella.

Penso che Isabella sia un’ottima padroncina perché mi dà sempre 4 bastoncini da mangiare tutte le volte che torna da scuola.

Molto spesso mi spazzola ed immagino che lo faccia per farmi più bella.

A volte vado a prenderla alla fermata dell’autobus e mi sembra che sia molto felice di vedermi.

Credo che quando finirà la scuola andremo al mare anche quest’anno.

Pare che lei tenga molto a me perché tante volte viene in giardino e mi accarezza.

Una leccata a tutti,

Java

🐾

Isabella

 

Rayan dal punto di vista di Peppa

Ciao! Io sono Peppa, la gattina di Rayan.

Penso che i senzacoda, cioè gli umani, siano un po’ strani.

Tutti i giorni, la mattina presto, mi sembra che abbiano così tanta fretta di uscire di casa quando potrebbero restare a dormire per qualche altra ora!

Immagino che vadano a caccia, poi, un’altra caratteristica umana è quella di tenere tutto nascosto a noi mici, che stranezza!

Anche il loro aspetto fisico pare “insolito”.

Chissà come faranno a muoversi bene solo su due “gambe” che sembrano quasi tiragraffi, mi pare che sia impossibile camminare se non a quattro zampe.

Hanno due “braccia” che usano per prendere qualsiasi cosa. Assomigliano quasi a quei bastoncini con cui i cani spesso giocano a riporto!

Credo che non siano tanto intelligenti, non riescono a capire che le cose si devono prendere con la bocca!

Penso anche che gli esseri umani siano la specie più strana del mondo!

Se loro considerano anormali noi, mi pare ovvio che noi si ritenga che anche loro siano strani, con la S maiuscola.

Rayan

 

Il punto di vista di Mefù sugli uomini da quando è stato investito!

 “Io penso che gli uomini siano così rozzi e maldestri, insomma guardate che cosa mi hanno fatto alla zampa, credo che non sappiano proprio guidare!

È già la seconda volta chi mi investono, ma non vi preoccupate, la mia padroncina Elisa ha detto che sarebbe andata a casa dei signori che mi hanno investito e li avrebbe presi a bastonate, sempre se riesce a sapere chi è stato...

Io adoro la mia padroncina, però mi pare che a volte mi faccia troppe coccoline quindi la graffio e vado a mangiare un pochino.

Proprio ora mi hanno tolto l’ago cannula e mi hanno fatto MALISSIMO!!!

Sinceramente da quanto avevo fame ho immaginato che Emiliano, il babbo di Elisa, fosse un croccantino così gli ho dato un morso ed era molto buono.

Comunque ora sto benissimo, più o meno, e qui con me c’è anche Elisa che ha visto e sentito tutta la mia storia.”

Ciao io sono Elisa, WOW, non credevo che i gatti scrivessero e parlassero. Va be’ ci farò l’abitudine. Con questo la storia di Mefù si conclude, lui si è già addormentato sul letto quindi vi saluto io, da parte mia e di Mefù. A presto!!!

Mefù / ELISA

 

IL PUNTO DI VISTA DI UENDA

Penso che Viola mi voglia tanto bene perché mi accarezza tanto e mi fa le coccole.

Quando viene a casa mia giochiamo fino a sera, mi pare però che lei quando viene giochi anche con il mio fratellino Matisse, un gattino bianco, e io ci rimango un po’ male.

Una volta Viola mi ha tirato due palline contemporaneamente. Io non capivo quindi non ne ho presa nessuna.

Immagino che lei non sappia che io alcune volte la prendo in giro, perché quando mi tira la palla io la prendo e le porto sotto il divano.

Credo che con Viola possa essere un po’ pazza e agitata.

Viola G.


Con gli occhi di un gatto.

Sono Ciro, o così mi chiamano i miei padroni.

Abito in questa casa da circa tre anni insieme a queste creature giganti che si occupano di me. Tutti mi fanno sempre molte coccole: la più piccolina mi strapazza dalla mattina alla sera, la signora prepara per me pranzetti prelibati, il signore mi fa spazio tra le coperte per dormire.

Tutti tranne uno!

Lo chiamano Mattia e non credo di stargli molto simpatico, o meglio la mia presenza è per lui indifferente.

Quando torna da scuola, devo stare attento che non mi investa con il suo pesante trolley e quando gioca a pallone, ed io cerco di attirare la sua attenzione, lui gentilmente con il piede mi spinge via. Questo perché mai oserebbe prendermi in braccio!

Quando voglio stare in santa pace mi rifugio con lui nella sua stanza; io dormo sul letto, mentre lui parla una lingua incomprensibile con quella scatoletta nera dai bordi rossi e blu.

Nonostante tutto credo che un po’ di bene me lo voglia, perché ogni volta che mi nascono inizia ad urlare il mio nome allarmato e quando mi trova mi dice “Non ti trovavo! Pensavo che tu fossi uscito, non farlo mai! Non vorrai mica fare la fine di Piero?!”

Così capisco che anche per lui faccio parte della famiglia anche se Piero, Piero...ma chi sarà mai questo Piero?

Mattia C.

 

Il punto di vista di una tigre su Mattia

“Io penso che Mattia non sia perfetto perché sta su due zampe come le scimmie. Ma almeno le scimmie, la carne e le ossa, le lasciano a me così le posso mangiare; invece Mattia se le mangia lui.

Mi sembra che sia molto carino, soprattutto i suoi amici, ma non quanto me con i miei cuccioli! Chiaro?!

Però molti uomini mi cacciano perché pensano che io li voglia sbranare, invece voglio solo giocare. Poi quando mi avvicino tirano fuori l’arma e allora, sì, sono costretta a sbranarli.

Mattia sta sempre chiuso in casa, mentre io posso correre e giocare all’aria aperta quanto mi pare. Poi usa la macchina per andare più veloce, mentre io vado a piedi e sono più veloce di lui. Inoltre non mi devo neanche fermare al semaforo.”

Mattia P. (MP)

 


IL PUNTO DI VISTA DI UN GATTO

Mi pare che la bambina che vedo tutti i giorni mi voglia tanto bene.

Lei mi dà delle cose buone da mangiare, gioca con me e mi fa le carezze sulla testa. La vedo sempre cantare, quando è in camera sua e ogni tanto mi unisco a lei miagolando a tempo di musica.

Quando si sdraia sul divano e guarda la TV, dopo un po’ si addormenta, quindi penso che si rilassi, esattamente come me quando mi stendo al sole. Dopo un po’, quando dorme emette uno strano suono, una specie di ruggito, quindi penso che in parte sia anche un leone.

La mia padroncina porta una “pelliccia mobile” un po’ come un serpente, che cambia ogni due giorni circa.

Di notte si sdraia su un grande struttura morbida e comoda che, ho sentito dirle, si chiama “letto”.

Sara P.



 LOTTA CONTRO IL GATTO

Io sono Lea, sono una cagna.

Il mio primo padrone si chiamava Terzilio, lui aveva un figlio di nome Luca. Quando avevo due anni, Luca fece un figlio di nome Matteo; Luca mi fece subito conoscere il bambino.

Crescendo Matteo mi faceva un sacco di coccole tutti i giorni, pensavo di stare tranquilla con Matteo, ma poi sono nate quelle “belve” delle sue sorelle, Arianna e Sara!!!! Aiuto!!! Da quando sono nate loro, Matteo mi coccolava lo stesso ma c’era una gran confusione: strilli, pianti, litigi, oppure potrebbe essere perché sono un cane ed ho l'udito più sviluppato.

Però con il passare del tempo mi sono abituata.

Io e Matteo siamo diventati un'ottima squadra per fare i dispetti al gatto Tigro. Ora mi dispiace ma devo andare a vendicarmi con il gatto. Ciao!!!!!!!!!

Matteo


 Le idee di Grattastinchi

Ciao a tutti amici felini, oggi vi parlerò di Cate, la mia padroncina! Che dire di Cate... è simpatica...gentile e... molto altro!

Mi sembra che lei sia molto socievole con i suoi amici (anche se non li conosco bene) e gentile con tutti, infatti, di solito, quando mi fa molta fame mi dà una piccola parte della sua merenda o, come lo chiamano loro, “spuntino”.

Penso che lei tema il buio, infatti di notte quando mi addormento sul suo letto, la sera chiede sempre la luce accesa, forse perché gli umani non vedono bene come noi nel buio. Che strano!

Immagino che le sue amiche siano un po’ strambe come lei, perché spesso parla con gli oggetti e anche da sola, e una volta ha persino fatto il bagno in mutande! Non vi sembra strano?

Mi pare che Cate faccia la 5^ elementare a Campiglia dove sta tutta la settimana (esclusi giorni festivi) e torna carica di compiti.

Immagino che per loro uomini parlare sia un modo tutto diverso dal mio, senza un “Miao”.

Il momento più bello è la sera quando guarda la televisione per riposarsi o legge dei libri e io sto appisolata sulle sue gambe.

Ora cari lettori felini vi saluto con un forte 

Miao

Caterina B.


Il mio cane

Ciao!

Sono Lola, un cane, sono di origini Labrador, ho 10 anni.
I miei padroni mi hanno preso subito appena mi hanno visto, perché la cagnolina che dovevano prendere era morta, quindi hanno preso a me.
Il mio compleanno è il 15 aprile. Ogni volta che è il mio compleanno mi fanno qualche giochino e tante coccole.
La mia padrona è Aurora io la conosco molto bene; penso che lei ami l’acqua come me, penso anche che lei non si stia mai fermata: saltella sempre e corre sempre. Se io fossi lei mi sarei già stancata, perché io dormo sempre.
Immagino che lei tenga a me, io le voglio bene perché l’ho conosciuta quando lei aveva un anno, poi mi sembra che sia sempre indaffarata mentre io mi diverto e dormo.

Penso che gli umani non siano perfetti perché hanno cinque dita e hanno tutti quei capelli e poi si fanno tutte quelle acconciature strane.
Penso che quando cantano quel suono sia uno sfogo, infatti non capisco se cercano qualcuno o no.
Queste sono le mie pressioni sugli umani.

Aurora


LA TARTARUGA DI MIHAI

Ciao, io sono Poc, la tartaruga di Mihai.

Oggi ti racconto del mio padrone.

Mihai è molto gentile perchè mi cambia sempre l’acqua, cioè, quando vede l’acqua sporca, lui me la pulisce.

Mihai mi dà tutti giorni il mio cibo preferito, ovviamente poco, mi dà tre di “REPTO MIN STICK”!

Tutti i giorni Mihai mi mette nella finestra al sole e ogni volta mi diverto tantissimo.

Io adoro tantissimo Mihai con quegli occhioni da cucciolo e il suo cuore grandissimo.

Mihai


Il punto di vista del cane Ermione

Mi sembra che Niccolò sia sempre seduto al tavolo per leggere e scrivere.

Solo la mattina scompare per andare in un posto dove io non posso entrare. Lo accompagno solo fino al cancello e poi sparisce. 

Niccolò è grande in confronto a me, ma ciò mi piace perché mi può prendere in braccio permettendomi di dargli una bella leccata sul viso.

Lui ha solo due gambe, non quattro come me. Io provo a camminare con due zampe come lui, ma non ci riesco e finisco per rotolare per terra.

Io ho sempre lo stesso vestito  fatto del mio pelo morbido, lui lo cambia ogni giorno. Mette tanti abiti di colori diversi, blu, rossi, gialli e verdi. Anch’io li vorrei, ma una volta che mi hanno messo un “cappottino” nero, sudavo da morire e penso che i vestiti non facciano per me.

Lui non abbaia mai, ha una voce stridula quando è arrabbiato, a volte dolcissima quando lui mi fa le coccole.

Credo che Niccolò stia bene con me perché mi costruisce con sedie e cuscini una strana struttura che lui chiama fortino e io entro e la trovo comodissima. Verso sera va nella sua camera, io mi accuccio in fondo al suo letto poi chiude gli occhi e io mi addormento con lui.

Niccolò


Agnese dal punto di vista di una farfalla

Ciao a tutti, mi chiamo Maia e sono una piccola farfalla.

In questi giorni mi sono divertita ad osservare Agnese, una bambina di undici anni.

Rispetto a me è molto alta ma per la sua età è normale.

Ha dei lunghi capelli castani che svolazzano proprio come le mie ali.

E’ slanciata ma non si muove con la mia grazia ed eleganza, perché non credo sia leggera come me.

Penso le piaccia stare in compagnia e che ami la natura, perché quando corre con gli altri bambini nel giardino della scuola la vedo felice e spensierata.

A differenza mia e delle mie amiche farfalle non è molto colorata, la vedo quasi sempre vestita di bianco o di blu, credo che non si veda con colori sgargianti come le mie ali.

Immagino che se potesse volare accanto a me si renderebbe conto di quanto è bella la libertà e non credo che vorrebbe più tornare nella confusione della sua città. 

Agnese



Il punto di vista di Stella

Ciao, mi chiamo Stella e sono una gattina nera e bianca.

Oggi vi parlo del mio padroncino Alessandro.

Penso che mi voglia tanto bene, anche se mi sembra che ogni tanto sia un po’ dispettoso.

Immagino lo faccia perché vuole giocare con me.

Penso che sia un bambino dolce e generoso e credo che gli vorrò bene per sempre.

Alessandro


Essere un gatto

Quando Chiara andava a prendere le uova sentiva un cigolio, sembrava che una porta si aprisse. Il cigolio, lo sentì per cinque giorni di fila.

Il quinto giorno Chiara guardò in aria e scoprì che c’era un gatto nella capanna. Il gatto era bianco a macchie nere con occhi verdi.

E quel gatto ero proprio io che scrivo.

Chiara pensò di levare tutte le presse e liberarmi; io continuavo a miagolare e immaginare che essa mi liberasse velocemente.

Chiara veniva tutti i giorni a darmi da mangiare, per fare questo si arrampicava nel tetto dei pulcini.

Elena


Il cane di Gabriel

Ciao, io sono il cane di Gabriel e mi chiamo Biscotto.

Ogni volta che il mio padrone va a scuola, o fuori a giocare in bici, io mi sento triste.

Ma quando viene a casa sono felice perchè mi fa i grattini alla pancia; sta con me tutto il tempo.

Poi Gabriel mi porta fuori, mi dà da mangiare, giochiamo molto insieme e dormiamo insieme, gli voglio tanto bene e lui a me.

E poi quando lo ascolto lui mi dà un croccantino di pollo e a me piacciono tantissimo, sono i miei preferiti.

Quando Gabriel mi porta fuori mi faccio molti amici e li vedo ogni giorno e giochiamo insieme; ma gioco di più con Gabriel perchè lui è il mio migliore amico del cuore. Anche lui mi dice: “Tu sei il mio migliore amico del cuore” e a lui piace molto quando gli do i bacini e pure a lui piace darmi tantissimi baci.
Mi sto accorgendo che io, rispetto a Gabriel, rimango la metà della sua vita, ma lui nella mia vità ci sarà per sempre accanto a me. Anche se dovessi morire, lui rimarrà sempre nel mio cuoricino piccolo e in quel posto ci entrano solo: Gabriel, i miei croccantini di pollo che amo e i miei amici cani.

Gabriel


 

CATERINA

-Ciao a tutti, mi chiamo Friz e sono un gatto. Un incrocio fra un Europeo e un Soriano, per la precisione.

Se c’è una persona che conosco benissimo, quella è Caterina, una bambina di 11 anni che mi ha adottato quando ero piccolo.

Credo che Caterina sia un’ ottima padroncina, perché si occupa sempre di comperarmi i croccantini e, quando può, di pulirmi la lettiera. Ma soprattutto, viene sempre a farmi compagnia quando sono solo.

Immagino anche che sia molto brava a scuola, poiché  la vedo spesso china sui libri  di  scuola, a studiare storia o scienze.

Mi sembra che pratichi uno sport, perché la vedo spesso allenarsi con un pallone.

Credo che giochi a pallavolo, perché la vedo fare pratica con una palla adatta a quest’attività.

Penso che le piaccia stare all’aria aperta, perché la vedo spesso giocare in mezzo alla natura.

Immagino che le piaccia disegnare, perché quasi sempre mi porta a far vedere le sue creazioni più recenti, e devo ammetterlo, sono davvero splendide!

Inoltre, credo che adori cantare, perché ogni giorno la sento ripetere le parole di una canzone, mi sembra che si chiami PERFECT.

Penso che sia molto golosa di frutta, in particolare ciliegie, fragole, mele … perché quando viene a farmi visita, si pappa quasi sempre almeno un terzo della mia frutta (non che ne vada pazzo), e me ne offre almeno la metà (che io divoro volentieri, perché quando ho fame mangio di tutto, e lei viene sempre proprio all’ ora della merenda), così facciamo merenda insieme.

Credo che le piaccia leggere, poiché viene spesso a leggermi favole che parlano di principi, principesse, draghi, giganti, maghi e streghe (buoni\e)… davvero storie bellissime, che fanno sognare.

Penso che A-D-O-R-I- Harry Potter, di cui ha letto tutti i libri  e visto tutti i film. Ne va davvero pazza, perché la sento canticchiare le note della sigla dei film di questa serie. Possiede inoltre, la bacchetta del suo personaggio preferito, che mi sembra si chiami Ginny  Weasley.-

Caterina P.


LA RONDINE

C’è una casa vicino al mio nido, una casa in cui abitano due sorelle, una più grande e una più piccola, quella più picco mi sembra che si chiami Anna.

Mi capita molto spesso di incontrarla, anche quando va a prendere la bici.

Immagino che Anna dia molto apprezzata dai suoi amici, che sia molto solare e simpatica e che, soprattutto, non voglia mai far del male agli animali; anzi penso che li ami.

Una volta quando era venuta a prendere la bici per fare le sue solite passeggiate io ero nel mio nido a guardare i miei piccoli e, nel frattempo, mi pare che avevo sentito un verso molto simile a quello che fanno le rondini. E poi mi sono accorta che solamente Anna che mi faceva il verso per chiedermi tipo se volevo essere sua amica, ma io con grande spavento volo via.

Quel giorno ero scappata via perché non sapevo cosa fare e non perché penso che Anna sia cattiva come gli altri umani, ma anzi penso che sia la bambina più buona del mondo.

TRATTO DA UNA STORIA VERA DI: Anna

 

Il mio cane Calimero

Il mio amico Noè ogni giorno mi dà da mangiare: miscela, pane, carne e acqua.

Gioca sempre con me e mi diverto tanto. 

Ogni giorno va via in un posto chiamato” scuola”, torna dopo tanto tempo e mi saluta. 

Ma quando torna, giochiamo a rincorrerci. 

Lui mi ha chiamato Calimero, come lo sono io di carattere.

Io vado a mangiare, CIAO!

N

 

Il cane

Ciao, io sono Dado e credo che i miei padroni mi vogliano bene, però mi sembra che gli altri non mi vogliano molto bene, forse sarà perché abbaio un po’ troppo.

Immagino che gli esseri umani non pensino a noi piccoli cagnolini quando ci fanno prendere molta paura di essere abbandonati.

Però penso che il mio padrone non mi abbandonerebbe mai.

Alessio

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